segnali e pulsioni di coscienza pura
14 mar

Finalmente la mia regione, il Veneto padano, c’è un motivo di reale orgoglio. Qualche giorno fa dai palinsesti Mediaset abbiamo appreso che tale Mauro Marin ha vinto quella gran trasmissione quale il Grande Fratello, giunto quest anno alla sua decima edizione.
La vittoria di questo salumiere di Castelfranco Veneto serpeggiava leggiadra nei discorsi al bar, nei quotidiani (nazionali e non) e nei luoghi di lavoro. Tutti a parlare della grande impresa del partecipante Veneto. Tutti a dipingerlo come se fosse una sorta di patriota salvatore dell’anima veneta. Tutti, o perlomeno molti, davvero fieri del gladiatore. Tutti in piazza a bere ed esultare per le proprie origin – radici. Questa cosa sembra quasi far concorrenza al McItaly…
Poi quando l’assurda isteria si è conclusa. Tutti a casa. Tutti a pagare il mutuo. Tutti a fare il conto con le spese di una vita sempre più difficile da sostenere. Delle discese in piazza a manifestare per qualcosa di diverso di una trasmissione non viene dedicato nemmeno un pensiero lontano.
In fin dei conti, l’abbiamo detto tante volte. C’è il calcio, c’è il grande fratello. Tutto il resto è noia… propria esistenza in primis.
9 mar
Forse dovrei vomitare anch’ io il mio rancore per la situazione in italia. Purtroppo non ho la voglia di perder tempo a parlare di un paese che sta sprofondando nel suo stesso guano, gia ho poco tempo per scrivere…

Mi è arrivata una notizia di quelle che nessuno considera più di tanto nonostante tutti le riportino, una di quelle notizie verso metà (tele)giornale di poche righe (pochi secondi).
Solo una domanda: se in un covo di un mafioso venisse ritrovato un importante manoscritto trafugato anni prima qualcuno assocerebbe il furto al mafioso. Se poi il proprietario del manoscritto fosse morto in circostanze misteriose proprio in un lasso di tempo non troppo distante dal furto qualcuno penserebbe bene di collegare i due fatti, no? Almeno a livello di indagini!

Ebbene, il signor (si fa per dire) marcello dell’ utri senatore ed incaricato alle relazioni mafio-governative ad una recente esposizione di libri rari che organizza lui stesso per addetti ai lavori, ha esposto un capitolo sparito 35 anni fa dell’ opera incompiuta di Pasolini: PETROLIO.

Sarebbe interessante sapere come è riuscito un uomo così potente ad avere un pezzo così controverso, di un libro così controverso di un autore così controverso in anni così controversi. Forse aggiungeremmo un pezzo in più al puzzle putrescente degl’ anni di piombo. Ricordiamo che nel ‘75, marcellino, era segretario del nano d’ arcore lavorando presso edilnord a milano.
Se solo Pierpaolo sapesse che genere di persona ha quel suo sacro pezzo di carta girerebbe: Salò 2 o le 120 giornate di Sodoma ambientato in una villa di Arcore gestita da gerarchi forzisti depravati che raccattando ragazzini e ragazzine nei paesi di cassa integrati della brianza, con la promessa di entrare in televisione o in politica (tanto fan cagare tutte e due allo stesso modo…) abusandone in un cresce continuo di violenze fino al collasso finale con la notte d’ amore con il mini despota.

Dell’ utri con i manoscritti di Pasolini?
Non mi stupirei se nel covo di provenzano trovassero qualche inedito del Boccaccio.
Riposa Pasolini,
è solo un brutto sogno,
sarà una menzogna,
come tutte le altre cose dette dal dell’ utri.

6 mar
A fronte delle novità notturne trovo corretto ringraziare nell’ordine:
Li ringrazio perché finalmente il mio paese si è trasformato in un regime comunista che ha fondato le proprie idee sull’idea di stato di Chavez. La scelta, con un colpo di coda notevole, di pensare, creare e poi sottoscrivere il DL salvaliste ci porta direttamente in Venezuela dove il panciuto Chavez ha proposto se stesso come presidente a vita. In fin dei conti se una personcina come Formigoni non è eleggibile, vuoi perché è dal ‘95 che va avanti, vuoi perché ci sono circa 200 firme non conformi, perché non tutelarlo da questi giudici cattivoni ed inventare un barbatrucco e assicurargli un poker. La Polverini poi, fregata da un collaboratore al Bar, si sente una neo Mandela, forse perché si veste sempre di nero. Fa pena a tutti e quindi anche per lei una mano.
Le Lega poi sfrutta la cosa in ambo i sensi. Prima se ne esce il Bossi, il quale riprende a malo modo i suoi compagni di viaggio facendo loro notare quanto si fossero resi ridicoli e poi con astuzia felina tendendo loro la mano con il decreto salva liste proposto dal Maroni. Il conto è da consegnarsi direttamente al Silvio.
A concludere e giustificare tutta la ghenga c’è il presidente (la “p” minuscola è d’0bbligo mi spiace). Lui firma tutto. D’altronde, come nella migliore tradizione dello PCUS sovietico di cui Napolitano è degno erede, ciò che dice il regime è incontestabile. Quindi avanti tutta.
Non abbiamo nemmeno il bisogno di mettere in piedi servizi segreti o stampa di regime perché li abbiamo già e funzionano benissimo. Si chiamano Telecom, Libero e il Giornale. Trionfi quindi ora la neo democrazia comun-liberalista del nostro signore Silvio. Uno e trino pure lui a presiedere un Comintern datato 2010. PD e PDL uniti a costrutire le basi per la creazione di un unico grande partito d’Italia dove non esiste più l’opposizione. Dove saremo schiavi e felice votando.
1 mar

Speranza e disillusione, asprezza e grazia, tormento ed estasi: opposti che si incontrano, generando contrasti stridenti e connubi imprevedibili, come quello tra ghiaccio e fuoco della natia Islanda, terra con cui i Sigur Rós non hanno mai nascosto di avere un rapporto viscerale, tanto in termini di rifugio personale quanto di ispirazione per la loro musica.
Il fascino sublime della loro terra e i suoi paesaggi da far rimanere senza fiato costituiscono le scontate quanto appropriate immagini suscitate da “Ágætis Byrjun”, secondo album dei Sigur Rós, ma primo a trovare diffusione oltre i confini nazionali, nonché viatico per la consacrazione della band tra i più autorevoli rappresentanti della musica dell’ultimo decennio.
La sensazione di nuovo inizio, legata a questo lavoro, devono peraltro averla avvertita i suoi stessi autori, tanto da volerla esprimere fin dal suo titolo – “un buon inizio” – scelto quasi per caso dalla band, a commento della prima registrazione del brano in seguito indicato col medesimo titolo. E di nuovo inizio si tratta davvero per i Sigur Rós, poiché rispetto al precedente “Von”, “Ágætis Byrjun” vede assestarsi per la prima volta quella che da qui innanzi diverrà la line-up consolidata della band, con l’ingresso in formazione di un nuovo batterista, Orri Páll Dýrason, e la preziosissima aggiunta del polistrumentista Kjartan Sveinsson (chitarra, pianoforte, tastiere, flauto).
Anche in virtù dei cambiamenti d’organico, la genesi dell’album è alquanto sofferta, tanto da richiedere oltre due anni tra il momento iniziale della scrittura, l’elaborazione sonora e infine la registrazione dei brani.
27 feb
Quale titolo migliore per una canzone cantata da pupo e filiberto di Statroia per due spunti veloci veloci su quanto sia bella la nostra nazionaccia.
Strafottendosene del nostro voto al referendum di vent’ anni fa, i cazzoni al governo vanno avanti con la loro linea ridicola, sicuri che l’ italia sia all’ altezza dei pericoli!
Le scorie?
Siamo un paese moderno e non ci fermeranno certi un po’ di scorie nucleari.
Certo, peccato che una semplice chiazza di pertrolio su un fiume, signori un fiume non l ‘ oceano atlantico (!!!), abbia mobilitato militari, pompieri, spomp…Bertolaso e chi più ne ha più ne metta.
Con che risultato? La chiazza arriverà nel mare!
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Eh?!?!?!!?
Ma stiamo scherzando?!?!?!?!?
Del petrolio, che sta a galla, su una zona delimitata, almeno in larghezza, dalle sponde del fiume e non siamo riusciti a fermarla in 300km circa?
E vogliamo fare centrali nucleari? Dovrebbe essere l’ Unione europea a vietarcelo in quanto anaffidabili, superficiali, incapaci, insomma in quanto italiani!

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Altra sparata der Monnezza berlusca sui magistrati: Alcuni come i talebani!.

Mi chiedevo una cosa e rivolgo questa domanda a chiunque con un po’ di autorità:
Ma c’ è un limite, per un presidente del consiglio, alle offese verso le altre istituzioni? Quanto potrà continuare ancora con questo atteggiamento amorevole verso la magistratura?
Ci sarà un limite che una volta raggiunto produce qualcosa di negativo verso un irresponsabile distruttore delle istituzioni quale è il nostro presidente talenano, telenano. Cioè mi chiedo: se non lo ha ancora raggiunto quel limite, quanto ci manca, così mi so regolare con i tranquillanti…
ANM ci siete?
Non siete ancora zerbinati giusto?
Battete un colpo please!

Non pervenuti……
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