FENERLAND

segnali e pulsioni di coscienza pura

Archive for the ‘Politica’ Category

In questi mesi di crisi, mentre gli stati europei hanno come priorità il sistema economico, in italia non si è fatto altro che parlare di lodo alfano, prescrizione breve, legge sulle intercettazioni, riforma giustizia, test psicologico magistrati. Tutti temi inutili alla crisi.

E mi è sorto un dubbio.

Penso che in merito a queste leggi fasulle il pensiero del governo sia: “Non succede, ma se succede…”  cioè spararle grosse a proprio favore per distrarre tutti su boiate pazzesche che difficilmente passeranno la corte costituzionale, affinchè per mesi il governo e l’ opinione pubblica siano impegnati su riforme despotiche in modo che nessuno si accorga che per la crisi non stanno facendo niente, o per lo meno, niente di importante ma solo manovrine per tamponare e temporeggiare.

Anche la legge sulle intrcettazioni, gli piacerebbe ma sanno anche loro che non passerà mai, intanto si va avanti mesi a parlarne e il risultato alle prossime elezioni  sarà:” volevamo fare le riforme ma i magistrati e i comunisti non i hanno lasciato”. Come non fare niente e avere ragione!

Nel frattempo la crisi sarà parzialmente rientrata o noi saremo assuefatti.

Loro non avranno fatto niente e se proprio sono fortunati si troveranno anche con qualche legge ad “mafiam” in saccoccia.

Sono giunto a pensare questo perchè le stanno sparando veramente grosse in questo ultimo anno e, o hanno bisogno di uno psicologo o è una tattica.

Preferisco pensare la seconda, in fondo siamo italiani, ce l’ abbiamo nel sangue di pensare sempre di essere più furbi degl’ altri e provare sistematicamente a fotterli!

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Nuovi sviluppi

Ultimamente stanno uscendo dichiarazioni molto preoccupanti in merito alle stragi del ’92 e anche se come persona mi sento appagato da queste informazioni, sono anche terrorizzato dalla strana successione delle informazioni.

Parlo delle recenti dichiarazioni sui servizi segreti di Ciacimino figlio, che spiega fossero coinvolti direttamente nell’ organizzazione delle stragi.

Tutto questo confermato da Walter Veltroni, Granata del pdl in commisione antimafia.

A questo proposito sentiamo dichiarazioni del cosidetto presidente del consiglio che dice che non parlarne ci evita brutte figure (come se parlare di lui ce ne facesse fare di belle…).

Poi di oggi sabato 29 maggio la dichiarazione del procuratore antimafia Grasso:

Per il magistrato Cosa Nostra orientò la situazione per permettere a “un’entità esterna” di presentarsi come soluzione ai problemi del paese, dopo Tangentopoli.

“Occorre dimostrare – ha proseguito – l’esistenza di una intesa criminale con un soggetto anche politico in via di formazione, intenzionato a promuovere e sfruttare una situazione di grave perturbamento dell’ordine pubblico per agevolare le prospettive di affermazione politica, e l’esistenza di contatti riconducibili allo scambio successivo alle stragi che deve comprendere da un lato l’appoggio elettorale e la richiesta di intervento sulla normativa di contrasto alla mafia, ma dall’altro occorre vedere se la presa d’atto della mancanza di risultati tangibili ha potuto incidere su una deliberazione successiva, quella finale, dell’attentato progettato e per fortuna non realizzato all’Olimpico”

Come se non bastasse arrivano come stilettate anche le dichiarazioni dell’ ex presidente della repubblica Ciampi:

La sua ipotesi è che l’Italia, uscita da Tangentopoli politicamente a pezzi e sull’orlo del collasso finanziario, rischiò il golpe. Ricorda il 27 luglio 92, la bomba a Milano, in Via Palestro. Telefonò al suo consigliere, Andrea Manzella, e mentre lo informava sull’attentato a MIlano udirono in diretta il boato dell’esplosione a San Giorgio al Velabro, a Roma. La comunicazione si interruppe, Ciampi cercò di richiamare e non riuscì: “Ebbi paura che fossimo a un passo dal colpo di stato”.

Insomma Ciampi è convinto che non furono solo stragi di mafia ma che vi fu la partecipazione di settori deviati dello Stato.

Grasso nei giorni scorsi aveva affermato che le stragi servirono a preparare il terreno ad una nuova forza politica che doveva irrompere sulla scena dopo Mani Pulite. Nel 94, scrive Massimo Giannini su Repubblica, quando ‘entra in campo’ Berlusconi con Forza Italia le stragi mafiosi finiscono. Ciampi non risponde alla domanda di Giannini se sia credibile che si preparasse il terreno con quelle bombe proprio a Forza Italia si limita ad affermare: “Il procuratore antimafia dice la verità” e l’appello: “E’ sacrosanto che chi sa parli” e chiede che si apra una sessione parlamentare per far luce su quei fatti.

E’ preoccupante che dopo vent’ anni ancora non si riesca a tirar fuori dalle loro tane questi insetti che lavorano allo scuro di tutto e quasi di tutti.

“ABBIAMO PAZIENTATO VENT’ ANNI ORA BASTA!”

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The Loser

Elezioni fatte. Ora la calma e l’obbiettività possono farsi largo fra i risultati. La prima cosa che tutti hanno notato è stata ovviamente il forte incremento del movimento leghista che, malgrado una diminuzione dei voti raccolti a fronte di un astensionismo dilagante, ha dimostrato di essere la vera realtà del nord.

Le dichiarazioni di Berlusconi sono ovviamente in linea con la sua personalità bipolare. Silvio infatti non perde la ghiotta occasione di cantare vittoria andando ad elogiare il suo buon governo il partito dell’amore che vince su quello dell’odio, il liberismo contro i comunisti e tutta quella serie di minchiate che ci rifila con cadenza quasi giornaliera. Questo il primo giorno delle elezioni. Qualcosa ancora è stata aggiunta il secondo e poi il silenzio. Vedete Berlusconi potrà essere uno dei peggiori individui che calpestano il suolo italiano. Possiamo dar lui del puttaniere, del ladro, del piduista. Ciò che però non si può dire di lui èche sia uno stupido sprovveduto. Vedete Silvio sa benissimo che, malgrado al grande disfatta del PD, il grande perdente di questa tornata elettorale è lui. Sa anche che per poco la Lega Nord non si prendeva anche la Lombardia, dopo avergli sacheggiuato Veneto e addirittura il Piemonte.

Questo apre inevitabilmente altri scenari politici che lo vedono in una posizione decisamente diversa da quella da lui ricoperta. Ora il Bossi non è solo un capo coalizione da tenere buono anno dopo anno, ma un politco fattosi reale detentore della politica del nord. La cosa può piacere o meno, ma è così. Ciò che ne consegue è che l’era di Silvio sta andando a concludersi e non solo perché non si può passare una vita a generare leggi “ad personam”, ma anche perché il suo ciclo politico si sta concludendo. Sono altresì certo che le lotte intestine per spartirsi ciò che rimane del PDL e che Berlusconi stesso sa che dovrà assecondare molto. Fa impressione qanto gli stessi organi di partito come telegiornali e giornali siano orientati al nominare pochissimo il presidente del consiglio.

Nel frattempo,lo sconfitto che ha contatto 1.600000 voti in meno rispetto alle scorse elezioni, continua il suo silenzio dietro il quale si cela una consapevolezza di aver perduta definitivamente quella leadership così assolutista che lo aveva accompagnato negli ultimi 15 anni di politica. C’è poi da chiedersi ora che destino avrà il nostro paese dove chi perde non se ne va e dove un partito di destra intollerante come quello leghista non tarderà a far sentire la propria voce forte di un risultato elettorale importante.

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  • Filed under: Politica
  • Elezioni, emozioni, epurazioni

    Finito il caos elezioni.

    Cosa abbiamo capito da queste elezioni?

    *Che il nano d’ arcore nonostante abbia fatto il minimo indispensabile per la fronteggiare la crisi è riuscito a mandare attraverso le sue 5 televisioni un messaggio inequivocabile: Siamo i migliori e abbiamo fatto tutto il possibile.

    *Che il Pd non esiste. Senza un leader che sappia parlare alla gente, della gente con la gente non andrà mai da nessuna parte. E le prossime elezioni perderà ancora!

    *Che spesso un personaggio politico scomodo viene messo in un angolo per affari interni al partito, con un sostituto più malleabile pronto a sostituirlo all’ istante. Se costui si ribella alle logiche di partito spesso vince. Grande Vendola!

    *Abbiamo capito che comunque anche le rogne del nano rompono le scatole tanto da deviare i voti sulla lega, con gran dispiacere di Fini perchè se non ci fosse stata la fusione i voti sarebbero andati ad An non alla lega.

    *Abbiamo capito che anche il movimento di Grillo qualcosa lo ha fatto, purtroppo non abbastanza. Ci sono regioni che continuano ad avere un livello culturale molto basso e in queste zone vincono ancora le logiche di destra sinistra, comunisti, fascisti, ti spacco la faccia, eski mò che te facco vedé….

    *Abbiamo capito che se il popolo conosce bene i candidati, alle comunali, non c’ è propaganda che tenga. Brunetta brutto! Castelli puzzone!

    Il quadro che ne esce è che l’ italia continua ad essere un paese pieno di problemi che difficilmente risolverà a breve termine a differenza di altri paesi poveri che si stanno muovendo verso scelte per la legalità contro le organizzazioni criminali. Continuamo ad essere i primi importatori di droga in europa, insomma un porto criminale verso lidi legali.

    Cominciano le prime epurazioni nei telegiornali di regime. Con questi risultati elettorali tutto verrà legittimato. Qualsiasi cosa non potrà venire fermata perchè loro hanno il popolo con loro.

    Con i nuovi decreti contro le intercettazioni e leggi ad “criminalem” l’ italia si candiderà al limiti dell’ occidente. Dopo che il nano ha proposto l’ entrata di israele in europa qualcuno proporrà l’ entrata dell’ italia nella lega araba. Il sultano c’ è! E intanto, com’ è nella tradizione araba, il popolo dimagrisce…

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    Perle ai porci

    Forse dovrei vomitare anch’ io il mio rancore per la situazione in italia. Purtroppo non ho la voglia di perder tempo a parlare di un paese che sta sprofondando nel suo stesso guano, gia ho poco tempo per scrivere…

    Mi è arrivata una notizia di quelle che nessuno considera più di tanto nonostante tutti le riportino, una di quelle notizie verso metà (tele)giornale di poche righe (pochi secondi).

    Solo una domanda: se in un covo di un mafioso venisse ritrovato un importante manoscritto trafugato anni prima qualcuno assocerebbe il furto al mafioso. Se poi il proprietario del manoscritto fosse morto in circostanze misteriose  proprio in un lasso di tempo non troppo distante dal furto qualcuno penserebbe bene di collegare i due fatti, no? Almeno a livello di indagini!

    Ebbene, il signor (si fa per dire) marcello dell’ utri senatore ed incaricato alle relazioni mafio-governative ad una recente esposizione di libri rari che organizza lui stesso per addetti ai lavori, ha esposto un capitolo sparito 35 anni fa dell’ opera incompiuta di Pasolini: PETROLIO.

    Sarebbe interessante sapere come è riuscito un uomo così potente ad avere un pezzo così controverso, di un libro così controverso di un autore così controverso in anni così controversi. Forse aggiungeremmo un pezzo in più al puzzle putrescente degl’ anni di piombo.  Ricordiamo che nel ’75, marcellino, era segretario del nano d’ arcore lavorando presso edilnord a milano.

    Se solo Pierpaolo sapesse che genere di persona ha quel suo sacro pezzo di carta girerebbe: Salò 2 o le 120 giornate di Sodoma  ambientato in una villa di Arcore gestita da gerarchi forzisti depravati che raccattando ragazzini e ragazzine nei paesi di cassa integrati della brianza, con la promessa di entrare in televisione o in politica (tanto fan cagare tutte e due allo stesso modo…) abusandone in un cresce continuo di violenze fino al collasso finale con la notte d’ amore con il mini despota.

    Dell’ utri con i manoscritti di Pasolini?

    Non mi stupirei se nel covo di provenzano trovassero qualche inedito del Boccaccio.

    Riposa Pasolini,

    è solo un brutto sogno,

    sarà una menzogna,

    come tutte le altre cose dette dal dell’ utri.

    (Adnkronos) ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 18:12

    E’ giallo sul manoscritto di Pasolini. Veltroni: “Ora indaghino i carabinieri”

    (Adnkronos)
    Roma – (Adnkronos) – Presentata un’interpellanza dell’ex segretario Pd al ministro Bondi: “Si prefigura una fattispecie di reato”. La replica: “Bisogna far luce”. Alcuni giorni fa Dell’Utri aveva detto di avere un capitolo perduto di ‘Petrolio’ che avrebbe potuto dare una risposta agli interrogativi sui “misteri d’Italia” (VIDEO)

    Roma, 18 mar. (Adnkronos) – Saranno i carabinieri a occuparsi del giallo dell’ultimo capitolo perduto di ‘Petrolio’, il romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini. Un intervento delle forze dell’ordine è stato fortemente sollecitato da Walter Veltroni, che ha portato il caso in Parlamento facendone oggetto di un’interpellanza urgente al ministro della Cultura. Ma lo stesso Sandro Bondi, replicando in aula all’esponente del Pd, ha promesso di “svolgere ulteriori accertamenti, anche attraverso i Carabinieri”, per poi informare ancora il Parlamento.

    Il caso è stato sollevato qualche tempo fa proprio dal Veltroni, dopo alcune dichiarazioni del senatore Marcello Dell’Utri sull’esistenza di un manoscritto di 70 pagine riconducibili a Pasolini e a ‘Petrolio’. “Se questo capitolo esiste, come e’ arrivato nelle mani di Dell’Utri? Chi lo ha portato via da casa Pasolini, chi lo ha consegnato a mani diverse di quelle della famiglia o dei curatori dell’opera di Pasolini? -ha chiesto Veltroni- Ma se, come dice la famiglia, questo capitolo non esistesse, di cosa stiamo parlando?”. Veltroni, comunque, non ha dubbi: “In ogni caso ci troviamo in una fattispecie di reato”. Secondo l’esponente del Pd, l’intervento del governo e’ indispensabile: “Non si tratta solo di una discussione di carattere letterario, ma di qualcosa di piu’ importante che ha a che fare con la parte piu’ oscura della storia italiana”.

    Veltroni, in aula, ha riletto alcune interviste di Dell’Utri in cui il senatore spiegava che le pagine del manoscritto avrebbero contribuito “a fare luce sulla morte di Pasolini, su alcune vicende dell’Eni, sulla morte di Enrico Mattei, su Cefis”. Secondo l’ex sindaco di Roma, “sulla morte di Pasolini deve essere fatta luce. Ci sono state sentenze contraddittorie, dal punto di vista storico rimangono moltissimi dubbi accompagnati da una parte consistente dell’opinione pubblica”. Un passaggio, questo, su cui il ministro della Cultura ha convenuto: “Io sono interessato a capire, a fare luce sula vita di uno dei piu’ grandi intellettuali del nostro Paese, sulla sua vita drammatica e su degli aspetti ancora oscuri del nostro Paese”, ha detto Bondi spiegando di avere preso “contatti diretti” con Dell’Utri “il quale mi ha confermato che effettivamente avrebbe letto un manoscritto di circa 70 pagine che avrebbe dovuto costituire un capitolo del romanzo”. Veltroni ha ringraziato Bondi ed ha sottolineato il fatto che “Dell’Utri, come prima cosa che avrebbe dovuto fare, era rivolgersi all’autorita’ giudiziaria. Lei ha confermato, in Parlamento, che Dell’Utri ha letto quelle pagine, ha detto quello che ha detto”, si tratta di “qualcosa che si configura come una fattispecie che non rientra nelle dinamiche naturali”.

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