FENERLAND

segnali e pulsioni di coscienza pura

Archive for giugno, 2010

Non me ne voglia Pietro Taricone, non è intenzione mia voler speculare sulla sua tragica vicenda. È però chiaro il fatto che oggi si preferirà di gran lunga disquisire della sua sfortunata manovra piuttosto che della condanna a sette anni per concorse esterno in associazione mafiosa del on. Dell’Ultri Marcello.

Questo sta a significare che il sig. Dell’Utri ha mantenuto dei rapporti penalmente rilevanti con la Mafia. Immagino che i vari Minzolini, Liguori & Fede dopo aver pianto lacrime casertante, evitando accuratamente di ribadire l’importanza della condanna sottolineeranno con fervore che comunque Dell’Utri è stato assolto per i fatti antecedenti al 1992. Come se questo rendesse le lo assolvesse dalle sue responsabilità. È doveroso infatti ricordare che l’on Dell’Utri è ancora un fervido sostenitore dell’eroismo di Silvano Mangano, posto ad Arcore come stalliere tuttofare nonché uomo di sicurezza nella Milano dei sequestri. In realtà, lo sanno anche i cani che Mangano era il legame tra una mafia che cercava di ripulire i soldi della droga ed l’imprenditoria lombarda che si sarebbe assunta il ruolo di “lavatrice”. A testimoniarlo gli incontro avuti dal ns. premier con personaggi del calibro (in tutti i sensi) di Stefano Bontade, Mimmo Teresi e dei vari rappresentanti dell’allora incombente mafia corleonese…

Marcello Dell’Utri è onorevole Europeo. Ci rappresenta in Europa…In Europa siamo rappresentanti anche da un mafioso.

Qua però sembra che ad incazzarsi siano davvero pochi. E fa impressione.

Fa sempre impressione perché questo stato dove ormai molti sanno di questi loschi individui e delle loro vicende preferiscano di gran lunga commuoversi per il povero Taricone. Fa impressione perché sembra quasi che le nostre emozioni e le nostre siano scandite da eventi che quotidianamente ci forniscono. Sia una morte o una vita, noi reagiamo a comando. Ci piace diventare buoni e cari. Quanta pena ci fa…La rabbia è stata soppressa. Non fa audience.

E così la vita continua…

Mi spiace per Taricone, forse l’unico in dieci anni di partecipazioni al grande fratello che si era allontanato da quella giostra mediatica rifiutando di prenderne parte come un pupo siciliano. Ora caro Guerriero ti esibiranno in tutti quei salotti nei quali da vivo non sei mai entrato. E cosa triste. Lo faranno per mettere un velo scuro ad una notizia scandalosa quale la sentenza Dell’Utri. Ti piangeranno davvero in molti…

Leggetevi questa intervista di Taricone.

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  • Il ruolo sociale del Disastro

    Giusto l ‘altro giorno nella mia zona sono avvenute delle scosse di terremoto, una in particolar modo, che hanno portato la gente in strada a mezzanotte.

    Questo fatto, come la recente crisi, mi sta facendo pensare molto all’ anomalia comportamentale dell’ umano.

    Avendo girato una manciata di stati poveri non ho potuto non notare le differenze con il nostro. Tendiamo a vivere come proiettili, dritti, sicuri, verso il nostro obbiettivo. Ignorando molte delle cose che ci circondano, molte delle persone che ci circondano.

    Ora che si stanno avvicinando le ferie estive sento veramente la necessità di avvicinarmi a persone che pur non conoscendomi, e solo vedendomi, mi rivolgono un sorriso, una parola, insomma quello che solitamente qui succede solo da parte delle commesse nei negozi o al mer-donald.

    Questa crisi, il terremoto, la tromba d’ aria che s’ è portata via Vallà di Riese l’ anno scorso, aiutano a ricostruire rapporti sociali che questa vita, così frenetica, ci sta facendo perdere.

    Siamo degl ‘esseri strani.

    Per un po’ di soldi rovesciamo le nostre relazioni sociali in mere interazioni, possibilmente, occasionali. Viviamo per raccogliere sempre più soldi, ma quando succede qualcosa che ci mostra quanto inermi siamo, eccoci tutti pronti, tutti solidali, tutti pronti ad elemosinare un po’ di solidarietà da qualche sguardo, un sorriso che ci faccia sentire un po’ meno soli in questa nostra corsa verso “l’ arricchimento”.

    In Albania, Montenegro, Bosnia pensano che da noi sia come da loro solo con più soldi.

    Balle!

    La ricchezza economica ci costa cara.

    Barattiamo la nostra natura in cambio di manciate di fogli di carta con su scritto 100€.

    Stavamo perdendo i contatti con la terra, con il terreno, volando su banconote sempre più grandi e la crisi ci ha fatto schiantare sulla realtà.

    Siamo sempre e costantemente in balia di eventi che non possiamo controllare! Siano essi crisi finanziarie, terremoti, tzunami!

    Pensateci e cercate di godervi di più il vostro essere umani, che è molto di più che essere acquirenti/producenti e se un giorno non scriverò più, sarò tornato dove la vita è a livello d’ uomo.

    W la crisi!

    W i disastri!

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  • In due frasi

    Vi spiego l’effetto di una crisi economica in un paio di frasi. A voi tutte le riflessioni del caso.

    Un mio cliente si è inventato un lavoro. Forza serrature per conto dei carabinieri che eseguono sfratti. Lo pagano bene. Esegue dai 3 ai 5 sfratti al giorno. I suoi racconti sembrano allucinanti. Dicono di gente che muore di fame perché ha finito i soldi. Di gente che si nasconde negli appartamenti e non vuole più uscire. Ah proposito, non sono tutti marocchini, cinesi o altro.

    Un ristoratore della mia zona apprezzato e conosciuto. Locale medio. Tranquillo. Questa notte si è ammazzato. 2 figli, una moglie, debiti ed una corda che ti si annidia attorno al collo. Solitudine.

    Questa è la crisi.

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  • Ladri e corrotti

    Nel mio Paese
    (liberamente rielaborato da un testo di Brecht)

    Nel mio Paese:
    …. hanno portato via gli immigrati,
    e non ho detto niente
    …. hanno portato via i nomadi,
    e non ho detto niente
    …. hanno portato via i senza fissa dimora,
    e non ho detto niente
    …. hanno portato via gli anziani,
    e non ho detto niente
    poi hanno portato via me,
    e non ho potuto dire niente:
    non c’era nessuno a difendermi.

    Questo testo di Brecht mi fa inevitabilmente pensare a ciò che siamo fatti portare via dal maiale del governo e dalla sua banda di bravi durante questi anni di regime. Sono cose semplici e non sempre eclatanti. Cose che a cui ogni giorno abbiamo rinunciato senza forse nemmeno accorgerci di quanto accadeva a noi. La mano saggia ed implacabile del regime televisivo cui siamo quotidianamente sottoposti ci ha guidato attraverso stanze vuote dove man mano abbiamo depositato i nostro averi. Anche quelli più intimi.

    • Ci hanno tolto le passioni inventando facendoci vedere alla TV dei programmi che ci suggerivano di cantare e ballare.
    • Hanno impoverito il nostro cervello con trasmissioni culturali di bassissimo ordine.
    • Ci hanno preso il senso critico.
    • La capacità di valutare.
    • Ci hanno volutamente allontanato dalla politica, convincendoci che non era cosa per noi, che la sapevano fare loro.
    • Ci hanno derubato del diritto di voto con uno stratagemma degno del ventennio fascista così non possiamo più esprimere la nostra preferenza.
    • Ci hanno dato il nuovo Tg1 con il suo direttore Minzolini sempre al servizio del Kapò.
    • Ci hanno dato oltre 10 ore di calcio alla domenica. Non battiamo ciglio se per una giornata intera smettiamo di essere noi preferendoci questo gruppo di folli iper pagati. Ed invece di incazzarci preghiamo il signore che nostro figlio possa diventare come loro. Per le nostre bimbe invece è sempre disponibile il reparto veline.
    • Ci hanno dato la coppa del mondo per sentirci italiani.
    • Ci hanno raccontato la balla del federalismo fiscale per oltre 16 anni.
    • Ci hanno derubato della cultura della nostra e quella dei nostri figli demolendo la scuola. Sia dal lato della qualità grazie alla cara Mary Star Gelmini che dal lato economica facendola spolpare dal divo Giulio (Tremonti).
    • Ci hanno distrutto il senso del pudore e per attizzare le nostre perversioni ci sono Fabrizio Corona, Alfonso Signorini, Novella 2000 che ogni settimana provvedono a farci vedere una vita che non esiste.
    • Ci hanno derubato l’idea dell’impegno, della costanza del sacrificio insegnandoci che ci sono modi per rendere più facile la vita e per arrivare al successo.
    • Ci hanno tolto la dignità della persona insegnandoci che per raggiungere un obbiettivo tutti i metodi sono validi.
    • Ci hanno violentato nelle nostre case con pubblicità martellanti. Ci hanno man mano equiparato rendendoci il più possibile simili. Piccole famiglie in casette del mulino bianco.
    • Ci hanno insegnato che le donne possono studiare emanciparsi ma devono sempre succhiare cazzi per ottenere qualcosa. Ed è bene che lo insegnino alle loro figlie. Che si adeguino alle svelte.
    • Ci hanno derubato delle grandi aziende dello stato. Le hanno rivendute al prezzo di un tozzo di pane agli sciacalli amici degli amici. Telecom in primis.
    • Hanno mentito sapendo di mentire.
    • Ci hanno inculcato nelle nostre teste bacate che tra Calabria e Sicilia è necessario un ponte. Si per far dialogare meglio la criminalità organizzata.
    • Ci hanno detto che con la mafia bisogna convivere.
    • Ci hanno detto che gli immigrati vanno trattati come i maiali. O che al limite servono dalle 8:00 alle 18:00
    • Ci stanno togliendo i soldi. Giorno per giorno.
    • Ci faranno lavorare fino a quando stramazzeremo a terra. Non importa un cazzo se son donne.
    • Ci fanno cantare l’inno.
    • Ci hanno fatto riabilitare il duce, citando persino le sue frasi pubblicamente.
    • C hanno resi ridicoli agli occhi del mondo.
    • Ci hanno derubato della forza per reagire.
    • Ci hanno appannato la vista, sfibrato i muscoli
    • Ci hanno obbligato a ridere.
    • Hanno approfittato brutalmente del nostro sfinimento regalandoci un cervello da ameba.
    • Hanno isolato tutti coloro che non si adeguavano. Ci hanno chiamati comunisti e pure coglioni.

    L’unica certezza che personalmente ho è che non potrà durare ancora per molto. Perché fra poco cominceremo a non avere nemmeno i soldi per comprarci da mangiare. Finirà il lavoro. La scuola, l’istruzione e la sanità diventeranno solo per i ricchi. E noi finalmente a quel punto staremo così male da prenderli tutti a calci nel culo.

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    Eccola quì la notizia bomba di questi giorni “Il governatore del Veneto Luca Zaia cambia il programma poco prima dell’inaugurazione di una scuola elementare sostituendo l’Inno di Mameli con il Va’ Pensiero.”

    Dov’è il problema?

    Non che io abbia grandi simpatie per il nostro governatore: non voto il suo partito, non lavoro per lui e non siamo amici. Quindi lungi da me volerlo difendere. Ma se in questo periodo, con tutti i problemi che abbiamo, dobbiamo attaccarci ad un inno buono solo per i mondiali di calcio, mi sembra, francamente, una vergogna.

    “La Russa e Ronchi (e Fini, e Pd, ecc..): “Oltraggio alla nazione”. Ma stiamo scherzando? Una “bufera” (come é scritto su tutti i giornali) per sta scemenza?

    Caro ministro La Russa (e affini) vorrei poter parlare con Lei di quello che considera “oltraggio alla nazione”. Innanzitutto di che nazione sta parlando? In Italia ognuno pensa solo ai propri affari, che al massimo comprendono la proprio provincia e se c’è un pò di attaccamento nessuno va più in là della propria regione. Ogni regione é la più bella, la più brava, la più ricca, la più virtuosa o la più furba (dipende da dove si abita, il quadro cambia).  Se c’è qualche sacrificio da fare lo devono fare gli altri. Si può rubare e lo si pretende di fare per legge. Io questo trovo un oltraggio alla nazione, non l’inno di nessuno.

    Vediamola un pò questa nazione oltraggiata. Piegata dalla evasione fiscale (quì niente oltraggio signor ministro?). Succhiata via dalle Mafie, dai corrotti, dai corruttori, dagli intoccabili, daglli indifferenti, dall’assistenzialismo, dal clientelismo, dalle disuguaglianze, dall’assenza del merito. Questo non la tocca? Crede che mettere un inno per ogni stronzata ci faccia vedere tutto più luminoso e allieti le nostre giornate? Ministro quì c’è gente che non ha più lavoro. Quì c’è gente che si suicida perchè é sommersa dai debiti e non vuole licenziare. Quì ci sono scuole che non hanno nemmeno i soldi per la carta igenica. Comuni che devono tagliare servizi essenziali.

    Se vuole un consiglio signor Ministro, usi la parola “oltraggio” alla nazione quando qualcuno se ne occuperà veramente, di quelsta nazione. Sfrutti frasi come queste per colpire chi la ferisce ogni giorno non pagando le tasse. Ci protegga dai mafiosi, dalle varie cricche, dagli abusivi, dai condonati, dai fannulloni, dagli amici degli amici, dalle frodi fiscali, dalla prescrizione. Ci faccia fare sacrifici consci che chi delinque pagherà il suo conto.

    Tutto il resto é noia, storielle buone per un teatrino di marionette. E, senza offesa, di queste ne avremmo ormai le palle piene.

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