Un pò di ironia non guasta mai. Leggo la mia home su Facebook ed una nota mi segnala la presenza di una nota inviatami da un amico. La controllo e subito vengo assalito da una tremenda sensazione di panico. Fatico a capire, le righe riportano ad un articolo de Il Corriere Della Sera dove ritroviamo un noto esule del PD, ovvero Veltroni…

Uolter partecipa alla presentazione in di un libro che ripercorre la vicenda del PSI dal 1976 al 1994 e di colpo ne dice una davvero grossa andando a ripescare dal cilindro Bettino Craxi. Ne elogia il comportamento politico, tesse le lodi delle sue imprese da statista arrivando a dire che fu più lungimirante dello stesso Berlinguer. Cito testualmente dall’articolo:

Craxi innovava ma negli stessi anni, anche Berlinguer trasformava il Pci. Con uno sforzo, dice Veltroni, già gio­vane collaboratore di Berlin­guer, «non sufficiente al pro­cesso che bisognava mettere in campo. Il Pci soffriva l’inno­vazione come tale». Eppure Berlinguer non era certo un conservatore: «Sono tra quelli — dice Veltroni — che pensa­no che l’Unione sovietica ab­bia fatto di tutto, ma proprio di tutto, per togliere di mezzo Berlinguer…».

Stefania Craxi presente alla presentazione lo ringrazia per le parole di apprezzameto nei confronti di quel martire della società di suo padre. Io finosco di leggere e rimango basito. Completamente privo di parole.

Poi la luce e la comprensione della fine di tutto.

La fine della sinistra che non accetta Grillo fra i suoi candidati alle primarie e che poi va a tessere le lodi di un ladro, latitante nonché iniziatore dell’era berlusconiana quale Bettino Craxi. La fine democratica che si perpetra nel voler affondare le proprie radici politiche quasi come fossero peste da debellare. La propria storia camuffata da capro espiatorio a cui addossare i propri fallimenti politici. Le continue e costanti risacche politiche fatti di personaggi assurdi, inutili e sicuramente non di esstrazione democratica. La fine che passa attraverso l’omicidio delle politiche riformiste tipiche dei movimenti di sinistra. La fine che avviene con la mutazione genetica dei “democratici” in una sorta di massoni di seconda mano che esattamente come i loro predecessori mirano alla demolizione della democrazia,. Non lo fanno in maniera diretta, ma il risultato non cambia.
Loro, il PD. Loro la fine. Loro i piduisti nell’inconscio. Loro i D’alema, i Bersani, I Veltroni, i Fassino. Loro i democratici della domenica. Loro che hanno venduto tutto rimangono per ora saldi al comando della barca che affonda. Senza però essere dei capitani coraggiosi che mantengono il proprio onore intatto, ma piuttosto pronti, e Veltroni per l’appunto insegna, a salpare a bordo di misere scialuppe verso le spiagge comode del regime in atto!

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