Ho aspettato questa settimana per scrivere questo post. Troppe cose sul piatto per essere obbiettivi e non farsi prendere la mano. Poi con calma riflettendo ho capito la situazione in atto potrebbe proprio essere tranquillamente definita “L’Italia di Bettino”, e lo dico con cognizione di causa. L’Italia di Bettino sta nella lettera che il presidente del paese  Giorgio Napolitano ha inviato alla famiglia Craxi, dove ha trattao il fu Bettino come una vittima di non sa quali maltrattamenti. Non dovesse bastare questo possiamo trovare L’Italia di Bettino in questo atto revisionistico e violento in cui si trasforma un ladro impenitente in una sorta di Cristo sulla croce. La ritroviamo poi in una sorta di differita nazionale nei continui attacchi del premier alla magistratura, rea come sempre di volerlo processare e perseguitare, proprio come nel 1993 fuori dall’Hoterl Rapahel si lapidava a suon di uova e monete lo statista Craxi.

E se ancora questo non fosse sufficente a dimostrare quato l’attimo storico sia craxiano pensiamo agli esiti nefasti della tristemente famosa Legge Mammì sulle reti private dell’attuale premier. Pensiamo ai nostri politici in visita ad Hammameth mentre depongono il tricolore sulla tomba del ladro. Pensate che in italia si stanno intitolando delle vie al Sig. craxi che è giusto ricordarlo ad Hammameth, malgrado ultimamente si creda il contrario, ci è andato perchè colpevole di reati quali per esempio la corruzzione o il finanziamenrto illecito (altro che moralità), non perché il paese non lo volesse. Se vi rimane un attimo dedicatelo al  nostro premier indagato assieme al figlio (vizzietto di famiglia eh…) per lo scandalo Mediatrade dove guarda caso si discute degli enensimi fondi neri. Tutte nozioni che il caro Silvio ha fatto sue e che trasportano il paese in questa dimensione definita per l’appunto Italia di Bettino. E Nell’Italia di Bettino, ovviamente, sia chiaro c’è anche il posto per un’opposizione che non esiste, che per dare aria alla propria intelletualità da salotto con divano sgualcito non fa altro che dividersi e che sempre più si rende simile al proprio avversario politioco.

Quest’Italia spacciata per seconda repubblica in realtà è sempre più L’italia di Bettino e quindi giusto, per dovere di cronaca, unirsi al coro di rievocatori. Vederlo come uomo di Stato. Ringraziarlo per ciò che ha fatto e per aver fatto da apripista al sig. Berlusconi.

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