Forse dovrei vomitare anch’ io il mio rancore per la situazione in italia. Purtroppo non ho la voglia di perder tempo a parlare di un paese che sta sprofondando nel suo stesso guano, gia ho poco tempo per scrivere…

Mi è arrivata una notizia di quelle che nessuno considera più di tanto nonostante tutti le riportino, una di quelle notizie verso metà (tele)giornale di poche righe (pochi secondi).

Solo una domanda: se in un covo di un mafioso venisse ritrovato un importante manoscritto trafugato anni prima qualcuno assocerebbe il furto al mafioso. Se poi il proprietario del manoscritto fosse morto in circostanze misteriose  proprio in un lasso di tempo non troppo distante dal furto qualcuno penserebbe bene di collegare i due fatti, no? Almeno a livello di indagini!

Ebbene, il signor (si fa per dire) marcello dell’ utri senatore ed incaricato alle relazioni mafio-governative ad una recente esposizione di libri rari che organizza lui stesso per addetti ai lavori, ha esposto un capitolo sparito 35 anni fa dell’ opera incompiuta di Pasolini: PETROLIO.

Sarebbe interessante sapere come è riuscito un uomo così potente ad avere un pezzo così controverso, di un libro così controverso di un autore così controverso in anni così controversi. Forse aggiungeremmo un pezzo in più al puzzle putrescente degl’ anni di piombo.  Ricordiamo che nel ’75, marcellino, era segretario del nano d’ arcore lavorando presso edilnord a milano.

Se solo Pierpaolo sapesse che genere di persona ha quel suo sacro pezzo di carta girerebbe: Salò 2 o le 120 giornate di Sodoma  ambientato in una villa di Arcore gestita da gerarchi forzisti depravati che raccattando ragazzini e ragazzine nei paesi di cassa integrati della brianza, con la promessa di entrare in televisione o in politica (tanto fan cagare tutte e due allo stesso modo…) abusandone in un cresce continuo di violenze fino al collasso finale con la notte d’ amore con il mini despota.

Dell’ utri con i manoscritti di Pasolini?

Non mi stupirei se nel covo di provenzano trovassero qualche inedito del Boccaccio.

Riposa Pasolini,

è solo un brutto sogno,

sarà una menzogna,

come tutte le altre cose dette dal dell’ utri.

(Adnkronos) ultimo aggiornamento: 18 marzo, ore 18:12

E’ giallo sul manoscritto di Pasolini. Veltroni: “Ora indaghino i carabinieri”

(Adnkronos)
Roma – (Adnkronos) – Presentata un’interpellanza dell’ex segretario Pd al ministro Bondi: “Si prefigura una fattispecie di reato”. La replica: “Bisogna far luce”. Alcuni giorni fa Dell’Utri aveva detto di avere un capitolo perduto di ‘Petrolio’ che avrebbe potuto dare una risposta agli interrogativi sui “misteri d’Italia” (VIDEO)

Roma, 18 mar. (Adnkronos) – Saranno i carabinieri a occuparsi del giallo dell’ultimo capitolo perduto di ‘Petrolio’, il romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini. Un intervento delle forze dell’ordine è stato fortemente sollecitato da Walter Veltroni, che ha portato il caso in Parlamento facendone oggetto di un’interpellanza urgente al ministro della Cultura. Ma lo stesso Sandro Bondi, replicando in aula all’esponente del Pd, ha promesso di “svolgere ulteriori accertamenti, anche attraverso i Carabinieri”, per poi informare ancora il Parlamento.

Il caso è stato sollevato qualche tempo fa proprio dal Veltroni, dopo alcune dichiarazioni del senatore Marcello Dell’Utri sull’esistenza di un manoscritto di 70 pagine riconducibili a Pasolini e a ‘Petrolio’. “Se questo capitolo esiste, come e’ arrivato nelle mani di Dell’Utri? Chi lo ha portato via da casa Pasolini, chi lo ha consegnato a mani diverse di quelle della famiglia o dei curatori dell’opera di Pasolini? -ha chiesto Veltroni- Ma se, come dice la famiglia, questo capitolo non esistesse, di cosa stiamo parlando?”. Veltroni, comunque, non ha dubbi: “In ogni caso ci troviamo in una fattispecie di reato”. Secondo l’esponente del Pd, l’intervento del governo e’ indispensabile: “Non si tratta solo di una discussione di carattere letterario, ma di qualcosa di piu’ importante che ha a che fare con la parte piu’ oscura della storia italiana”.

Veltroni, in aula, ha riletto alcune interviste di Dell’Utri in cui il senatore spiegava che le pagine del manoscritto avrebbero contribuito “a fare luce sulla morte di Pasolini, su alcune vicende dell’Eni, sulla morte di Enrico Mattei, su Cefis”. Secondo l’ex sindaco di Roma, “sulla morte di Pasolini deve essere fatta luce. Ci sono state sentenze contraddittorie, dal punto di vista storico rimangono moltissimi dubbi accompagnati da una parte consistente dell’opinione pubblica”. Un passaggio, questo, su cui il ministro della Cultura ha convenuto: “Io sono interessato a capire, a fare luce sula vita di uno dei piu’ grandi intellettuali del nostro Paese, sulla sua vita drammatica e su degli aspetti ancora oscuri del nostro Paese”, ha detto Bondi spiegando di avere preso “contatti diretti” con Dell’Utri “il quale mi ha confermato che effettivamente avrebbe letto un manoscritto di circa 70 pagine che avrebbe dovuto costituire un capitolo del romanzo”. Veltroni ha ringraziato Bondi ed ha sottolineato il fatto che “Dell’Utri, come prima cosa che avrebbe dovuto fare, era rivolgersi all’autorita’ giudiziaria. Lei ha confermato, in Parlamento, che Dell’Utri ha letto quelle pagine, ha detto quello che ha detto”, si tratta di “qualcosa che si configura come una fattispecie che non rientra nelle dinamiche naturali”.

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)