La crisi economica a lungo trascurata ed ignorata dal governo esiste. E’ reale e soprattutto non ha confini facilmente tracciabili. Le variabili in atto sono davvero molte e vanno dal vivere il riflesso di un’economia globale malata e drogata da titoli tossici, al percepire giorno dopo giorno il risultato di anni di delocalizzazioni produttive e, non ultimo, alla difficoltà di un impresa di sopravvivere nel nostro paese. Come dicevo troppe la variabili o in gioco e quindi, di conseguenza. troppo azzardata qualsiasi previsione in merito al termine di quest’angusta situazione.

Il governo non ha dotato il nostro paese di strumenti adatti ad un momenti delicato come quello in atto. Non è infatti un caso se la pressione economica su cittadini ed imprese (soprattutto quelle piccole) ha continuato ad aumentare inesorabilmente provocando una serie di reazioni a catena davvero pericolose. L’aumento della disoccupazione è solo il primo degli effetti della crisi economica in atto, con sè porterà tutta una serie do affetti che già da ora fanno tremare gli analisti. Il governo quindi che fa per contrastare la recessione economica in atto? Niente di più che pensare ad un PIANO CASA con il compito di rilanciare l’edile e tutti i settori lui legati. Lo so. Sul subito la cosa potrebbe parere pure simpatica e utile, ma poi come sempre scatta la fase di concretizzazizione della proposta che a ben guardare ci dà l’esatta misura di quanto il nostrompremiere viva in un mondo lui distante. Si perché se un premier offre agli italiani la possibilità di apmliare casa propria di una o più stanze, significa che non ha la benché minima idea di come il nostro popolo viva. Ingorando quindi il fatto che la maggior parte della gente non possiede villette o abitazioni tali da poter essere ampliate…

Inoltre questo fantomatico piano che ci dovrebbe rilanciare (giù per il burrone? nda) sembra fatto apposta per quelle tipologie di persone tanto care agli italiani quali gli speculatori ed i cementificatori. Che la cosa sia casuale oppure voluta, pensate a realizzata da un governo che ha come premier un commerciante? Ed inoltre , in un’era in cui l’attenzione verso un’edilizia più sostenibile e mirata al risparmio energetico, tale scelta politico-economica sarebbe alla nostra portata? La risposta è attorno a noi, ben visibile nelle zone residenziali dei nostri paesi o delle nostre città ed è tristemente negativa.

Il carico da novanta in questa sorta di furbata mediatica è la criticissima, e sempre negatissima dal premier, situazione delle banche italiane le quali ormai cadono a pezzi cercando nella pelle del risparmiatore una via d’uscita. L’aumento dei tassi e degli spread, i tassi oscillanti come una lama sul cuore dovrebbero secondo il governo  indurre il risparmiatore ad acccendere dei mutui per l’acquisto di immobili? Immobili che tra l’alto essendo poco vantaggiosi dal punto di vista energetico, si svaluteranno facilmente. Non riesco a capire i vantaggi della cosa.

Il premier immagina scelte politiche di grande spessore. Le immagina assieme alla sua maggioranza che ne avvalora gli sproloqui. Immagina un paese che non esiste più. Immagina un paese da lascia o raddoppia con l’economia che conta quanto una domanda di Mike Bongiorno. Il premier immagina un paese dove tutto è rosa ed azzurro. Un paese che non c’è.

Il nostro paese. Noi, la gente. Soffriamo perché ogni giorno pare essere più difficile dei quello prima.

In questo paese, caro Berlusconi del cazzo, gli appartamenti sono sfitti e vuoti. Nessuno se li compra perché i soldi son finiti. Imbecille.

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